sabato 21 aprile 2018

Prova gimbal ZHIYUN SMOOTH-Q con MOTOROLA MOTO X (2nd Gen.)

Ieri ho approfittato della bellissima giornata di sole per portare a spasso il mio nuovo stabilizzatore Zhiyun Smooth-Q, questa volta abbinato con un telefono Motorola Moto X di seconda generazione che tengo in casa da utilizzare - alla bisogna - come cellulare di riserva (o muletto, come si dice in gergo tecnico) e che mi ha sorpreso, nel corso della prova, per la capacità di registrare l'audio in modalità stereofonica.

Penso che i risultati siano stati migliori rispetto alla prima uscita con lo Zenfone 2, sia perchè il telefono si incastra perfettamente tra le morse dello stabilizzatore senza la necessità di improbabili hack, sia perchè la app Zhiyun ha dialogato perfettamente con il Moto X (mentre su Zenfone avevo riscontrato qualche arresto improvviso) e sia, da ultimo, perchè il gimbal è un dispositivo che bisogna imparare ad utilizzare con un minimo di pratica.

E' importante non solo capire con quanti click sul pulsante Mode è possibile passare da una modalità di ripresa all'altra (su questo ho ancora dei dubbi...) ma anche sperimentare per comprendere con quali tipi di movimenti, sinuosi o decisi, è più probabile ottenere a video il risultato sperato

Il filmato che vedrete di seguito è stato realizzato tra Cesenatico (FC) e Pinarella di Cervia (RA), non ha velleità artistiche ma serve a capire quale tipo di stabilizzazione è possibile ottenere con meno di novanta euro sia riprendendo da fermi che camminando/saltellando su diversi tipi di superfici (asfalto, scogli, sabbia, terreno off-road).

martedì 17 aprile 2018

A Lubiana con Flixbus: la mia esperienza

Continua la mia spring-to-remember, un'autoproclamata iniziativa che nel corso della primavera mi porterà a visitare - o rivisitare - una manciata di città europee rigorosamente by land! Dopo i viaggi con Flixbus a Firenze, Bratislava e Brno, la settimana scorsa è stata la volta di Lubiana/Ljubljana, verde ed elegante capitale della vicina Slovenia. In virtù della relativa brevità del viaggio (poco meno di quattro ore per arrivare da Cesenatico a Mestre ed altre quattro per arrivare da Mestre a destinazione, comprese le fermate intermedie), mi soffermerò su una agile serie di dettagli che potrebbero tornare utili se siete interessati a questa forma di trasporto per "spostarvi da un punto A ad un punto B" (per usare le parole della mia nuova amica Hazal).

01. Flixbus parte vicino


Rispetto ad altri mezzi di trasporto, la rete degli autobus - compresi quelli a lunga percorrenza - è molto più capillare e può offrire delle possibilità talvolta inaspettate. Questa volta ad esempio non ho dovuto raggiungere Bologna per prendere il mio Flixbus (cento kilometri in treno e quasi dieci euro per singola tratta) ma ho potuto usufruire di una comoda & vicina fermata nell'amata Cesenatico, con conseguente risparmio di tempo e di soldini. A questa nota positiva si accompagna la considerazione che ogni singola fermata non può disporre di un'infrastruttura o di servizi dedicati (penso ad un riparo per la pioggia, alla presenza di servizi, bar o ogni altro genere di conforto per il viaggiatore in attesa). Pertanto è consigliabile prevedere ogni tipo di eventualità legata ad eventi atmosferici, bisogni specifici o esigenze di sicurezza, presentandosi sul posto ben equipaggiati, quanto più possibile autonomi e preparati.

02. Flixbus ti fornisce gli strumenti

 

L'utilizzo della app di Flixbus è parte integrante, e forse imprescindibile, di questa esperienza di viaggio. E' indubbio che il trasporto su gomma possa essere soggetto ad una serie di ritardi e contrattempi inevitabilmente legati al traffico, alle strade, alla condotta dei conducenti, a situazioni prevedibili o imprevedibili con le quali bisogna in qualche modo convivere. Sapere adattarsi senza sbuffare è quindi fondamentale per spostarsi senza eccessivi affanni. Flixbus fornisce un doppio supporto, che ho molto apprezzato, per gestire in modo efficiente la propria tabella di marcia. Il primo aspetto riguarda la possibilità di seguire in tempo reale, mediante segnale GPS su mappa, l'esatta posizione del proprio bus verde. In questo modo sapremo esattamente in quale città sta transitando l'autobus e potremo farci un'idea precisa della tempistica a nostra disposizione prima di effettuare il check-in a bordo. In aggiunta, la app provvederà ad aggiornare in tempo reale gli orari stimati di arrivo e partenza, in modo che al dato visuale del GPS si aggiunga anche un riferimento numerico. Trovo che entrambi i supporti, sfruttati in modo sinergico, costituiscano un ottimo supporto per il viaggiatore tecnologico al quale il marketing di Flixbus si rivolge. E' indubbio, d'altro canto, che un anziano senza cellulare lasciato alla fermata ad aspettare potrebbe trovarsi in difficoltà in caso di ritardi (per non parlare della gestione di eventuali coincidenze di viaggio) ed avere bisogno di assistenza da parte di altri viaggiatori oppure del call center: alla stazione di Mestre ho fornito ad assistenza ad una coppia di attempati signori giapponesi alla ricerca del proprio Flixbus con destinazione Parigi.

03. Gli autisti sono parte integrante dell'esperienza


In base ai viaggi effettuati fino ad ora posso dire che i servizi di bordo promessi da Flixbus sono sempre presenti e funzionanti: WiFi gratuito, spazi generosi, cinture di sicurezza, prese elettriche (a volte nascoste sotto ai sedili, se non le trovate al vostro fianco ricordate di cercarle lì) e toilette sono un buon punto di partenza per affrontare il viaggio connessi e rilassati. Possono esserci differenze nelle finiture dei mezzi, nell'imbottitura dei sedili o nella superficie dei tavolini reclinabili, ma si tratta a mio parere di aspetti di minor conto. Quello che invece noterete, kilometro dopo kilometro, è quanto sia importante la figura degli autisti per fare in modo che l'esperienza-Flixbus diventi uno standard vero ed indipendente dalla società operativamente responsabile della singola tratta. 

Al di là delle considerazioni sulla guida, che mi è sembrata quasi sempre prudente e professionale, potranno capitare conducenti più interessati a discutere tra loro dei problemi di casa e lavoro che non alla vita di bordo. Il bus proveniente da Salerno sul quale ho effettuato lo spostamento da Cesenatico a Mestre si presentava internamente un po' più datato della media (anche se ho apprezzato molto gli spazi per le gambe e le ampie vetrate poste sopra i sedili), ma soprattutto accoglieva i nuovi passeggeri con un'impressione di trascuratezza - vedi i fazzoletti di carta usati caduti per terra - che sarebbe stato possibile evitare con un semplice e veloce controllo ad ogni fermata. Discorso completamente diverso per l'autista che a metà del percorso ha dato il cambio all'equipaggio originale: all'immediata pulizia del bus hanno fatto seguito un controllo anche solo visuale dei passeggeri, lo spostamento di una mamma con bambina che per questioni di sicurezza non poteva occupare le prime file ed una generale sensazione di presidio attivo dell'ecosistema-autobus (accompagnato da un'immagine personale curata, che non guasta) che sui passeggeri più attenti non può che aver sortito un effetto positivo.

04. Flixbus è... panoramico


Se gli impegni personali o di lavoro non vi costringono ad una tabella di marcia più frenetica, Flixbus vi permetterà di addentrarvi nelle città dove sono ubicate le fermate previste dal vostro viaggio e di ricavare una limitata, ma a mio parere stimolante, conoscenza di piazze, stazioni, monumenti ed altri punti di interesse che potreste aver voglia di andare a scoprire in futuro. Penso ad esempio alle città austriache nelle quali ho fatto tappa nel corso del viaggio a Bratislava, oppure al panorama mozzafiato nel quale le ampie vetrate ci hanno permesso di immergerci quando, una volta saliti sul secondo bus in partenza da Mestre, siamo transitati dalla splendida Trieste. Se non ricordo male (mea culpa per non essermi fatto un appunto!) questa seconda tratta era gestita da un'autolinea di Zagabria: mezzo nuovo, pettinature scolpite e condotta professionale hanno garantito un arrivo a Lubiana puntuale e senza sorprese.

05. Come affrontare l'imbarco?


Mettetevi il cuore in pace: la procedura di verifica del biglietto ed imbarco è quanto di meno prevedibile e scientifico possa capitarvi, ed ancora non possiedo un numero sufficiente di dati per elaborare una qualche statistica che possa tramutarsi in consiglio per il mio amato lettore. In attesa che anche Flixbus introduca al momento dell'acquisto del biglietto la possibilità di prenotare un posto specifico (come già fanno altre compagnie a lunga percorrenza, penso ad esempio a Lux Express ed ai suoi modernissimi mezzi), è possibile che vi troverete alla fermata insieme ad altri viaggiatori più o meno civili e generalmente inclini ad ogni genere di condotta pur di salire per primi ed accaparrarsi i posti migliori (quello lato finestrino, quello nelle prime file, quello lontano dal bagno, quello vicino all'autista, quello al piano di sotto o al piano di sopra... e così via, a seconda delle preferenze personali). Quali elementi bisogna considerare, in sostanza?
  1. Il punto esatto di fermata del bus non è sempre determinato: a volte ci sarà solamente una generica segnaletica posta sul marciapiede, e l'autobus potrà fermarsi in corrispondenza di essa, ma anche alcuni metri prima o dopo. Questo significa che voi ed i vostri bagagli potreste ritrovarvi in corrispondenza esatta della porta d'ingresso, ma anche talmente lontani da perdere ogni priorità (nella vostra testa) acquisita fino a quel momento.
  2. Il numero degli autisti coinvolti nel check-in cambia regole del gioco e risultati. Può capitare che entrambi i conducenti si attivino per le procedure di sistemazione dei bagagli e controllo di biglietti e passaporti, che si dividano le mansioni oppure che uno ne approfitti per fumare una sigaretta mentre l'altro si barcamena tra le cose da fare. I primi due casi possono favorire una procedura più veloce ma anche più confusione nell'identificare chi fa cosa; nella terza ipotesi i tempi saranno più lunghi ma il nostro referente e target sarà uno solo.
  3. La posizione prevista per il vostro bagaglio potrà farvi perdere punti preziosi nella corsa al posto ideale. Ogni scompartimento inferiore del bus è generalmente riservato ad una o più fermate specifiche, questo per fare in modo che ogni passeggero giunto a destinazione possa ritirare il proprio bagaglio senza costringere l'autista ad aprire tutti gli scomparti per cercare il proprio. Questo può determinare che se vi ritroverete perfettamente allineati alla porta d'ingresso ma il vano-bagagli assegnato alla vostra destinazione sarà il più lontano dalla parte opposta, vi ritroverete come per magia a salire tra gli ultimi, dovendo depositare il trolley prima di esibire biglietto e passaporto, ed a dover svegliare (nella peggiore delle ipotesi) un passeggero addormentato e disteso su entrambi i sedili per pregarlo di farvi posto.
  4. Dal punto precedente consegue che i passeggeri senza bagaglio sono generalmente favoriti nella corsa al posto, perchè non devono abbandonare la fila per sistemare le loro cose dove indicato dal conducente. Usufruiscono insomma di una sorta di check-in prioritario e gratuito, per il solo fatto di viaggiare leggeri.
  5. Infine, anche qualora abbiate azzeccato il punto giusto di fermata e lo scompartimento dei bagagli più vicino potreste trovarvi in una ressa capace, come Alessandro Borghese in Quattro Ristoranti, di confermare o ribaltare il risultato senza alcun riguardo per l'iniziale pronostico. Finchè le cose saranno così, insomma, conviene mettersi il cuore in pace e vivere questa parte del viaggio con rassegnata filosofia, affidandosi alla legge dell'attrazione piuttosto che al calcolo delle probabilità.
06. Flixbus cresce con noi


Capisco che alla maggior parte dei lettori interesserà il livello del servizio offerto da Flixbus, piuttosto che le sue dinamiche aziendali... tuttavia da nuovo cliente trovo molto interessante vedere come i servizi si evolvono per rispondere meglio alle esigenze dei viaggiatori. Nel corso dei miei ultimi viaggi ho potuto apprezzare tre aspetti che inizialmente non avevo riscontrato, ovvero:
  1. Il messaggio pre-registrato di benvenuto in italiano ed inglese in occasione di ogni ripartenza. Si tratta a mio parere di un elemento importante perchè presenta chiaramente i servizi offerti, invita ad interagire con l'azienda in caso di problemi e contribuisce ad unificare l'esperienza, su qualsiasi Flixbus ci si trovi a viaggiare.
  2. La possibilità di geolocalizzare il proprio bus nei momenti antecedenti l'orario ufficiale di partenza. Si tratta di una funzione perfettamente integrata nell'app ed in particolare nel proprio piano di viaggio, che informa in tempo reale il passeggero permettendogli di gestire al meglio il tempo a disposizione.
  3. La disponibilità, che ho riscontrato sul bus da Lubiana a Mestre gestito da una ditta di Cuneo, di acquistare una selezione ristretta di bevande e snack a prezzi vagamente accessibili. Su Flixbus è possibile portare praticamente di tutto (dal pranzo al sacco in giù) ma la disponibilità di un futuro menu standard (così come di eventuali gadget o prodotti in offerta) contribuisce anch'essa, come avviene con le compagnie aeree, ad identificare l'esperienza ed a renderla riconoscibile/raccontabile/preferibile. Dal punto di vista delle vendite, Flixbus non sembra ancora voler sfruttare l'impossibilità di muoversi dei passeggeri per proporre loro prodotti o servizi, non so se per una scelta aziendale o semplicemente per la mancanza di personale addetto a questo tipo di mansione. Mi riesce difficile pensare che le hostess a bordo dei bus di RegioJet / Student Agency non possano svolgere anche questo tipo di attività di cross-selling, ad esempio.

07. I costi


Perchè possiate valutare meglio questa opzione di trasporto devo come sempre darvi conto dei costi che ho sostenuto: viaggio da Cesenatico a Lubiana €31.80 prenotato poco meno di un mese prima della partenza; viaggio da Lubiana a Cesenatico €31.80 prenotato anch'esso poco meno di un mese prima della partenza. Personalmente ho molto apprezzato la possibilità di partire ed arrivare in una fermata vicina a casa, pertanto non ho dovuto aggiungere al costo di viaggio il trasferimento ferroviario presso l'autostazione di Bologna. Il consiglio è quindi quello di valutare tutte le fermate previste dal percorso del bus sul quale volete salire, per identificare quella più comoda. 

Da valutare, ai fini di eventuali conteggi, che la politica dei bagagli di Flixbus è molto generosa: ho visto caricare valigie di grandi dimensioni per le quali non sono state fatte storie nè per gli ingombri nè per il peso. Nessun problema nemmeno per quanto riguarda il trasporto dei liquidi, per cui potrete tranquillamente mettere in valigia interi bottiglioni di shampoo, bagnoschiuma, gel, profumo o... superalcolici!

08. La massa silenziosa


Il fatto che durante l'intero viaggio Cesenatico - Mestre - Lubiana e ritorno non si siano verificati episodi nè problemi degni di essere menzionati in questa sede la dice lunga sulla positività dell'esperienza, soprattutto se rapportata alle giuste aspettative. Ci sarebbe stato ben poco da raccontare, insomma, e questo può aiutarci a mettere nella giusta prospettiva alcune lamentele che troviamo in Rete e che, come normalmente avviene, fanno più clamore della massa silenziosa che viaggia senza problemi e, proprio per questo, all'arrivo sente di non aver nulla da raccontare. 

Mi torna alla mente una ragazza tormentata e seduta dietro di me che parlava al telefono con un'amica, descrivendole il nostro come un "viaggio della speranza" ed un'esperienza stressante, lamentando il fatto che non venissero effettuate soste ("gli autisti mi hanno detto che è l'azienda che li obbliga", "esiste una legge sulle soste", "ho sentito dire che...") quando ne avevamo effettuata una meno di un'ora prima, all'altezza di Udine (se lei fosse salita dopo avrebbe fatto un tragitto più breve e non avrebbe avuto diritto/necessità di fermarsi, oltretutto). Questo tipo di cantilenante racconto, che sembrava provenire dal tipico eterno-scontento, non rispecchiava in alcun modo la mia esperienza di viaggio, che con ogni probabilità aveva contemplato anche un tragitto più lungo ed una partenza anteriore. Siamo dunque nel campo delle opinioni, dal momento che devo rispetto ad un punto di vista diverso, per quanto pur sforzandomi non sia riuscito a comprenderlo nè giustificarlo in quella che mi sembrava una realtà oggettiva dei fatti ben più rosea. Come succedeva all'Università, quando sembrava di essere il meno preparato di tutti ed invece si passava l'esame a pieni voti, vale sempre la pena di provare in prima persona, ascoltando gli altri ma formandosi un'opinione sulla base della propria esperienza. Come dicono su Ryanair: sit back, relax and enjoy your flight!

09. Concludendo


La considerazione principale che porto con me alla fine di questa bella esperienza riguarda il ruolo degli autisti nel garantire, con un giusto mix di gentilezza ed autorevolezza, che le fasi di viaggio si svolgano in modo ordinato e civile. Se le dotazioni dei veicoli sono sempre garantite, salvo sporadici malfunzionamenti che possono capitare anche sugli aerei più moderni, la mano del conducente deve farsi sentire nella gestione ordinata del check-in, nella tutela dei viaggiatori più deboli (penso agli anziani o alle mamme con bambini), nell'avere sempre un occhio (in occasione delle singole fermate, non certo mentre alla guida!) su quello che succede dalla prima all'ultima fila, per prevenire comportamenti non rispettosi o di disturbo agli altri passeggeri. Flixbus rimane un'interessante esperienza di adattamento e condivisione, che per alcuni ha significato la possibilità di spostarsi in modo nuovo e lungo tratte che prima - semplicemente - non esistevano. Personalmente scoprire l'Europa a prezzi ragionevoli e senza dover prendere l'aereo è per me qualcosa di incredibilmente comodo e rilassante... per cui i viaggi non si fermeranno certamente qui. Prossima tappa? God save the Queen!

10. Punto bonus


Non avendo nient'altro da raccontarvi ho pensato di caricare un selfie che ho scattato all'interno del Museo delle Illusioni di Lubiana. Niente di speciale, siete avvisati, ma se prima di partire avete acquistato la Ljubljana Card la visita è gratuita e - soprattutto se siete in compagnia - può valer la pena trascorrerci un'oretta.

lunedì 16 aprile 2018

Prova gimbal ZHIYUN SMOOTH-Q con ASUS ZENFONE 2

Mi è capitato di leggere in rete diverse recensioni positive dello Smooth Q della Zhiyun, uno stabilizzatore a tre motori sul quale potrete montare/incastrare il vostro telefono cellulare per ottenere riprese sempre stabili e perfette, di qualità (quasi) cinematografica. Non avendo un telefono all'ultimissima moda, nè di fascia alta e nemmeno dotato di un suo stabilizzatore ottico, ho pensato che l'acquisto di uno stabilizzatore potesse stimolarmi a produrre qualche video di qualità accettabile in occasione di viaggi o eventi particolari, invece delle solite foto che fanno ormai molto diapositiva.


Ovviamente la valutazione pre-acquisto non ha trascurato l'aspetto economico: dal momento che questo oggettino è acquistabile su eBay e nei negozi online a partire da €89.00 mi è sembrato che potesse valerne la pena, soprattutto per il contributo che qualche nuovo video potrà offrire a questo piccolo blog oppure al mio profilo Facebook. Inoltre, dal momento che il gimbal ospita una batteria piuttosto capiente e può essere utilizzato anche come powerbank per caricare altri dispositivi, ho ritenuto che il suo prezzo fosse ancora più accattivante per il fatto di includere la funzionalità - ormai sempre più indispensabile - di una riserva extra di energia per tablet e cellulare.


Prima di lasciare spazio alle immagini, devo sottolineare che lo Smooth Q non si adatta bene ai telefoni dotati di una parte dorsale convessa: per incastrare in modo sicuro lo Zenfone 2, ad esempio, ho dovuto armarmi di cacciavite per invertire il senso di montaggio dei due gommini che tengono fermo il telefono, operando in modo abbastanza maldestro un hack che su un prodotto nuovo sarebbe sempre meglio evitare, se non altro per conservarne la virginea integrità. Questa piccola modifica (che consiste nello "scollare" delicatamente i due gommini/tenaglia ed incollarli nuovamente dopo averli ruotati di 180 gradi, per fare in modo che la loro forma asimettrica si adatti meglio alla particolare curvatura del telefono) mi ha comunque permesso di ottenere un discreto risultato, nonostante debba ancora prendere confidenza con le tre diverse modalità di assistenza al movimento e sia assolutamente convinto di poter fare di (molto) meglio con una preparazione delle riprese più accurata. Ed ora via col video, che è stato girato in una soleggiata Cesenatico e montato con VSDC Video Editor Pro.


sabato 7 aprile 2018

Lista giochi Nintendo Virtual Boy con FlashBoy+


Troppo avanti per il suo tempo, troppo ambiziosa e troppo affrettata: nonostante il Virtual Boy rappresenti uno dei più grossi flop di Nintendo, sono affezionato a questa console perchè i suoi 760 ingombranti grammi sono un trionfo di coraggio, carattere ed unicità, segni distintivi della "Grande N" e motivi del suo ineguagliabile successo sulla lunga distanza.


I titoli usciti per questo sfortunato sistema sono davvero pochi e creare una collezione completa non è impossibile: oggi tuttavia è possibile provarli ed anche utilizzarne legalmente una copia di backup (se di ciascun file si possiede anche la cartuccia originale) grazie alla flashcart realizzata a mano da Richard Hutchinson. 

La flashcart, sulla quale potrete caricare - una alla volta - le vostre rom costa in questo momento 100$, comprensivi di spese di spedizione, e può essere richiesta direttamente via mail a Richard stesso, che le produce artigianalmente nei ritagli di tempo. Nel mio caso la spedizione della cartuccia, completa di cavo USB ed istruzioni sintetiche per il download del software necessario, ha richiesto poco più di dieci giorni da quando mi è stata confermata la possibilità di inoltrare l'ordine. 

Non ho ancora avuto modo di provare il FlashBoy+, perchè devo recuperare uno dei miei Virtual Boy dalla soffitta (uno dei quali è stato filmato alcuni anni fa nel video qui sopra), ma le recensioni disponibili online sono tutte positive e non riportano problemi di sorta.
  1. 3D Tetris (FlashBoy+)
  2. Galactic Pinball (FlashBoy+)
  3. Golf (FlashBoy+)
  4. Insane House Mansion (FlashBoy+)
  5. Jack Bros (FlashBoy+)
  6. Mario Clash (FlashBoy+)
  7. Mario's Tennis (FlashBoy+)
  8. Nester's Funky Bowling (FlashBoy+)
  9. Panic Bomber (FlashBoy+)
  10. Public Domain (FlashBoy+)
  11. Red Alarm (FlashBoy+)
  12. Space Squash (FlashBoy+)
  13. Teleroboxer (FlashBoy+)
  14. V Tetris (FlashBoy+)
  15. Vertical Force (FlashBoy+)
  16. Virtual Boy Wario Land (FlashBoy+)
  17. Virtual Fishing (FlashBoy+)
  18. Virtual League Baseball (FlashBoy+)
  19. Waterworld (FlashBoy+)

domenica 1 aprile 2018

A Bratislava e Brno con Flixbus: la mia esperienza

Flixbus in partenza da Brno - Hotel Grand

Sull'onda dell'entusiasmo per il mio primo viaggio con Flixbus (perchè i Sagittari come me vivono di questi, talvolta effimeri, entusiasmi), ho deciso di mettere alla prova questa nuova opzione di viaggio con un percorso più lungo ed articolato, che da Bologna mi portasse a visitare Bratislava (capitale della Repubblica Slovacca) e Brno (seconda città della Repubblica Ceca dopo Praga). Ecco allora una tabella che può darci una prima indicazione di tempi, costi e distanze delle singole tratte:
  • Bologna > Mestre, 146 km circa in 01h45m, €05.00
  • Mestre > Bratislava, 643 km circa in 09h25m, €27.00
  • Bratislava > Brno, 129 km circa in 01h45m, €07.90
  • Brno > Bratislava, 129 km circa in 01h45m, €06.00
  • Bratislava > Mestre, 643 km circa in 09h25m, €42.90
  • Mestre > Bologna, 146km circa in 01h45m, €13.90
Cominciamo col dire che Flixbus rappresenta per alcuni una semplice alternativa, per altri una nuova possibilità a prezzi ragionevoli, per altri ancora l'unico modo per raggiungere in autonomia una certa destinazione. Non si tratta, in sostanza, di una soluzione ideale per tutti: se ad esempio non avete alcun problema a prendere l'aereo, dovete viaggiare tra città comodamente servite da aeroporti (o stazioni ferroviarie) e potete approfittare delle offerte formulate dalle compagnie low-cost, ecco che l'opzione Flixbus diventa per voi ben poco interessante e praticabile, almeno dal punto di vista di un ragionamento tecnico

Il trasporto su gomma, se svecchiato attraverso una convincente campagna di branding/marketing ed inserito all'interno di un network europeo come fatto dalla società tedesca, ha invece un senso se dovete partire o arrivare da città meno servite dagli aeroporti; se potete permettervi il lusso di viaggiare in modo ecologico ma senza eccessiva fretta; se accettate di prendere l'aereo, quando strettamente necessario, ma valutate con gioia & sollievo la possibilità di spostarvi con mezzi diversi, che non prevedano di portare le vostre chiappe a dodicimila metri di quota (e dopo aver superato trasferimenti in aeroporto, controlli di sicurezza, norme per il trasporto di liquidi ed oggetti, turbolenze o altro). Nel mio caso, si è trattato di una felice combinazione di fattori: più tempo a disposizione, curiosità di provare un sistema di trasporto che fino ad oggi non avevo mai valutato per le lunghe tratte e completo relax dettato dalla scelta di un mezzo alternativo all'aereo.

Da Bologna a Bratislava, via Mestre

In questa recensione cercherò di fornire un resoconto sintetico e dettagliato della mia esperienza, sfatando alcuni miti che si leggono sui vari forum e confermando d'altro canto altre circostanze che riguardano, almeno allo stato attuale, Flixbus

La prima raccomandazione che mi sento di farvi è quella di mantenere un atteggiamento vigile e "pro-attivo" nei momenti che precedono l'orario di partenza. Capita infatti di leggere in Rete che alcuni utenti non sono riusciti ad individuare il proprio autobus, vedendoselo scorrere davanti agli occhi senza averlo correttamente identificato nè essersi imbarcati. Penso che si tratti di una circostanza credibile, ma che in qualche modo è possibile prevenire ed evitare. In autostazione le diciture presenti sui monitor di arrivi e partenze non sono sempre aggiornate o veritiere: succede ad esempio che un bus sia in leggero ritardo (motivo per il quale Flixbus non ritiene di inviarvi un alert via app o SMS) e che la partenza scompaia letteralmente dai tabelloni luminosi una volta scaduto l'orario ufficiale, circostanza che vi costringerà, per utilizzare un termine aeronautico, ad un avvicinamento a vista al vostro bus. Se doveste trovarvi in questa situazione, non infrequente dal momento che il traffico su gomma può essere per sua natura più soggetto a contrattempi e pertanto meno puntuale di quello su rotaia o aereo, il mio consiglio è quello di non spaventarsi ma cercare informazioni tra le altre persone in attesa e verificare ad occhio sia le piattaforme di partenza che l'ingresso dell'autostazione, in modo che non vi sfugga l'arrivo di nessun bus. Un aiuto aggiuntivo vi arriverà dal colore dei Flixbus, un verde identificabile con grande facilità, ma ricordate che talvolta alcuni mezzi potrebbero non presentare lo stesso disegno, per cui dovrete riconoscerli da scritte e cartelli con il logo Flixbus generalmente posti nelle fiancate o all'interno del parabrezza. 

Fatta questa premessa, devo dire che al momento della partenza da Bologna il nostro autobus era in leggero ritardo per cui, come scritto, non ho fatto altro che confrontarmi con le altre persone in partenza, rimanere unito al gruppo e tenere d'occhio tutti gli autobus in arrivo. In questo modo abbiamo intercettato senza difficoltà l'arrivo del nostro mezzo (linea 482), proceduto in modo non eccessivamente disordinato al check-in (con l'autista che aiuta a caricare i bagagli e verifica il QR Code della nostra prenotazione) e preso posto a bordo.

Da Bologna a Mestre
Nel corso dei sei viaggi effettuati tutti i principali servizi offerti da Flixbus sono stati presenti e fruibili: posti comodi (pur se con alcune differenze, lo spazio per le gambe a disposizione sul bus da Mestre a Bologna non ha avuto rivali), WiFi funzionante, toilette, cinture di sicurezza ed almeno una presa elettrica per ogni coppia di sedili sono sempre stati a disposizione dei passeggeri. Un consiglio che mi sento di offrirvi riguardo alle prese elettriche è quello di munirvi di uno sdoppiatore (presa elettrica con due o tre uscite) o di una presa USB che supporti il collegamento di più di un apparecchio: in questo modo, anche nel caso di disponibilità di una sola presa, entrambi i passeggeri potranno ricaricare tablet e smartphone senza doversi necessariamente alternare (senza contare il fatto che grazie alla vostra capacità organizzativa farete un figurone ed attaccherete facilmente discorso con il vicino o la vicina). 

Il percorso da Bologna a Mestre si è svolto in modo tranquillo ed ordinato: atmosfera rilassante e rilassata, guida tranquilla ed arrivo in stazione poco oltre l'orario ufficiale. La parte più noiosa dell'intero viaggio di andata è stata probabilmente l'attesa di circa due ore presso la stazione di Mestre: bar e negozi chiusi, serrande abbassate e letteralmente nulla da fare non hanno reso questa pausa eccezionalmente piacevole, la cui unica nota positiva è stata - a voler vedere il bicchiere mezzo pieno - una certa sensazione di sicurezza data dalla visibile presenza delle forze dell'ordine, nonchè dalla luminosità e dalla pulizia degli ambienti. 

Avvicinandosi l'orario di arrivo del bus per Bratislava (linea N545) ci siamo recati alla fermata, identificata da un piccolo cartello sul marciapiede in prossimità della stazione. Il bus, operato dalla ditta slovacca Blaguss, è arrivato con puntualità e tutte le operazioni di caricamento dei bagagli e check-in sono state assistite dagli autisti, forse un poco freddi e distaccati, in modo veloce e professionale. Io ho trovato posto di fianco ad un timido ragazzo austriaco e non ho quindi potuto approfittare del finestrino come comoda parete d'appoggio per la notte: per non disturbarlo non ho inoltre voluto condurrei i miei primi esperimenti con il cuscino gonfiabile comprato su Amazon, nè tirato fuori dallo zaino cibo/bevande per il timore di sporcare e/o creare problemi, come spesso maldestramente mi capita. La guida è stata anche in questo caso perfetta: se come me siete persone generalmente prudenti, apprezzerete il fatto che nella maggior parte dei casi la conduzione del bus è tranquilla e rilassata. La possibilità di guardare lo scorrere continuo del paesaggio da una posizione comoda e rialzata è per me impagabile, e favorisce il rilassamento più di ogni altro mezzo di trasporto, ed al di là delle statistiche sugli incidenti. Il viaggio si è dunque svolto senza inconvenienti: le luci sono state accese solo in corrispondenza delle fermate intermedie (Udine, Villach, Klagenfurt, Graz e Vienna Erdberg, tutte precedute da annunci chiari e comprensibili) e chi ha voluto è riuscito sicuramente ad approfittare di qualche momento di riposo. 

Corre l'obbligo di ricordare come la trasferta notturna sia un tipo di trasferimento nel quale ognuno cerca di arrangiarsi come può, pur di addormentarsi per qualche istante: capiterà pertanto di trovarsi insieme a persone che russano o vanno in apnea emettendo strani suoni, ad alcune che si tolgono le scarpe, ad altre ancora che - come nel mio caso - occupano i due posti di fianco al vostro e si stendono al punto da toccare con i loro piedi il vostro bracciolo. Penso che, circoscritte in questi limiti, si tratti di situazioni che bisogna mettere in conto e con le quali è possibile convivere: è tuttavia necessario evidenziarle, perchè non tutti potrebbero trovarsi a proprio agio o, più importante, essere disposti ad adattarsi ad evenienze che possono essere sempre diverse (e talvolta migliori, come nel caso del civilissimo viaggio di ritorno da Bratislava a Mestre). Per quanto riguarda la possibilità di scendere per sgranchirsi le gambe ed acquistare qualche prodotto, nel nostro caso gli autisti hanno effettuato un'unica pausa in un piccolo ma grazioso autogrill di Villach, in Austria, attorno alle cinque del mattino.

Il nostro Flixbus a Villach in tutto il suo scintillante splendore

Le fermate presso le stazioni austriache hanno valso da sole una parte del prezzo del biglietto. L'avvicinamento alle singole città è davvero suggestivo, almeno per le persone come me che davanti al nuovo rimangono generalmente a bocca aperta, e la bellezza dei luoghi unita all'evidente sensazione di ordine e pulizia fanno venire voglia di prenotare altri viaggi per andare alla scoperta (anche) di questi posti. Giunti all'autostazione di Vienna Erdberg (per la verità un poco squallida, dal momento che alcune fermate dei bus avvengono sotto ad un buio cavalcavia...), il nostro Flixbus si è praticamente svuotato e sono stati meno di una decina, compresi i due conducenti, gli intrepidi che hanno proseguito il viaggio fino alla capitale slovacca. Ho particolarmente apprezzato che prima di ripartire gli autisti abbiano proceduto ad un completo lavaggio esterno del mezzo (che noi passeggeri abbiamo potuto goderci da dentro, un'esperienza che ho sempre desiderato vivere sin da piccolo!), un accorgimento intelligente che fa in modo che il verde-Flixbus possa risaltare ancora di più e trasmettere una rassicurante sensazione di igiene, cura e modernità.




L'arrivo a Bratislava è stato puntuale - nonostante una sosta tecnica per il rifornimento - e suggestivo, per le decine di pale eoliche che ci danno il benvenuto attraversando la campagna slovacca e per il progressivo ingresso nel contesto urbano, salutato da una lenta trasformazione del paesaggio che non manca mai di affascinarmi. Menzione particolare per l'autostazione di Bratislava, che avrei scoperto nel dettaglio nei giorni successivi: si tratta di una struttura nuova e bellissima, che può tranquillamente paragonarsi a quella di certi piccoli e moderni aeroporti per la cura dei dettagli, l'accoglienza e l'abbondanza dei posti a sedere, la varietà dei servizi offerti e la chiarezza con la quale sono presentate le informazioni ai viaggiatori. Chapeau!

Da Bratislava a Brno

Trascorso il primo giorno a Bratislava, è stata la volta della gita a Brno, con la quale ho voluto avere un assaggio delle atmosfere della Repubblica Ceca. Una volta fatta una bella colazione in autostazione (con brioche calda ai frutti di bosco e cappuccino, per un totale di €01.49), è stato il momento di prepararsi - sempre con approccio vigile & pro-attivo, ricordate? - all'arrivo della nostra linea 260 con destinazione finale Berlino. 

Qui le cose si sono fatte un poco più complicate, dal momento che questa risultava una corsa-fantasma, non essendo segnalata in alcun modo nei pur esaurienti tabelloni dell'autostazione. Avvicinandosi l'orario di arrivo del bus, mi sono dunque rivolto al banco informazioni per capire se il punto di arrivo/partenza fosse effettivamente quello, o non avessi per caso interpretato male le indicazioni riportate sulla prenotazione in mio possesso. Fortunatamente l'addetta alla quale mi sono rivolto ha consultato un imponente volume cartaceo e, scorrendo con il dito le tabelle degli orari, è stata in grado di confermarmi che il mio Flixbus sarebbe arrivato alla piattaforma 17. Rincuorato e per nulla preoccupato (trattandosi a tutti gli effetti di una gita, e non di un viaggio importante), ho quindi trovato nel suddetto stallo un ragazzo al quale ho chiesto conferma che il punto di raccolta sarebbe stato effettivamente quello. Nonostante non parlasse una sola parola di inglese, il giovine mi ha mostrato la sua prenotazione cartacea sulla quale qualcuno - non sono stato in grado di farmi dire chi, di preciso - aveva evidenziato il numero 17: dopo pochi minuti, in effetti, il nostro autobus si è materializzato in tutto il suo verdissimo nitore.

Gli interni eleganti del Flixbus per Brno

L'impressione offerta dal bus per Brno, gestito se non ricordo male da una società tedesca, è stata da subito ottima: sarà stato per la splendida mattinata di sole, per il mezzo non affollato, per la tranquillità e riservatezza dei passeggeri, sta di fatto che in pochi minuti mi sono sentito "come a casa" e prontissimo ad effettuare il viaggio, quasi dispiaciuto per la sua durata così breve. Ho trovato gli interni, visibili in foto, particolarmente accoglienti e confortevoli, sia per la qualità dei tessuti che per gli abbinamenti dei colori: la moquette, il parquet, i velluti... tutto trasmetteva una sensazione di razionale, nuovo e pulito, alla quale si aggiungeva tutta la serie di servizi Flixbus attiva e funzionante. Il viaggio è stato eccellente, dalle sue premesse fino all'arrivo a Brno, che per la verità è avvenuto in un'autostazione un poco squallida, benchè coperta ed a pochi metri dal centro cittadino (situata proprio di fronte al Grand Hotel di Brno).

Da Brno a Bratislava

Il ben poco ameno rientro da Brno a Bratislava
Giova ripeterlo: Flixbus, o il sistema del trasporto su gomma in generale, richiede una piccola dose di adattamento e qualche precauzione (come la scelta di coincidenze dilatate, quando possibile) per essere utilizzato con soddisfazione. Il rientro serale da Brno a Bratislava ha infatti costituito l'esperienza più negativa delle sei effettuate nel corso di questo breve city break, inanellando una serie di sfortunati eventi che hanno fatto andare un po' tutto storto. Li riassumo in modo schematico perchè possano costituire, al di là del mio racconto, anche un promemoria utile ai nuovi viaggiatori, che potranno prepararsi per tempo e senza patemi a questo tipo di occorrenze:
  • L'autobus è arrivato in ritardo e la segnalazione di Flixbus non è stata affidabile. Al pari degli altri passeggeri in partenza, alle 18:25 ho ricevuto un SMS con questo testo: Il suo bus 260 con destinazione Budapest Nepliget è in ritardo di 20 minuti. Per ulteriori informazioni: flixbus.it/info L'orario di partenza originale era fissato per le 19:10, quindi si può dire che il messaggio sia stato inviato con un anticipo sufficiente. Bisogna però aggiungere che il ritardo si è dimostrato ben più ampio, con i passeggeri che sono stati lasciati al freddo ed al gelo per oltre un'ora senza ulteriori indicazioni nè aggiornamenti (dal momento che a Brno solo la fichissima compagnia RegioJet dispone di monitor per arrivi e partenze).
  • Attenzione quindi, come sopra ricordato, alla programmazione delle coincidenze: il nostro bus è infatti arrivato a Bratislava con consistente ritardo, circostanza che per me ha determinato un ritorno in ostello lungo strade buie (che all'orario programmato sarebbero state invece ben più illuminate ed affollate) ma che per altri avrebbe potuto determinare la perdita di una successiva partenza.
  • Il meglio però doveva ancora arrivare! All'arrivo dell'autobus, gli autisti si sono dimostrati da subito piuttosto confusi e disordinati nelle operazioni di check-in. Non si tratta, bisogna ammetterlo, di una scienza esatta: tutti cercano di entrare prima degli altri per assicurarsi i posti migliori, qualcuno deve lasciare il bagaglio in stiva e qualcun altro no, qualcuno deve lasciare il trolley in uno scomparto e qualcun altro in un altro (a seconda della destinazione del singolo, cosicchè si sappia subito che scomparto aprire al momento della discesa), qualcuno infine non trova il passaporto (che dovrete SEMPRE avere con voi, ovunque andiate con Flixbus) e ci vuole pertanto un minimo di polso da parte degli autisti per gestire un processo che presenta diverse variabili e può dare oggettivo adito a confusione. Nel nostro caso gli autisti si sono fatti travolgere dalla folla, evidentemente desiderosa di salire a bordo per mettersi finalmente al caldo, e non saprei nemmeno dirvi se abbiano proceduto al controllo accurato di tutti i biglietti.
  • Il meglio però doveva ancora arrivare, parte seconda! Mi è capitato di leggere in Rete di autisti che in autostrada procedevano a zig-zag, senza mantenere le distanze di sicurezza con gli altri veicoli ed effettuando bruschi cambi di corsia per sorpassare e rientrare... e non vi nascondo che, fino al mio viaggio, ho pensato che si trattasse di bufale mirate a screditare la società. Ebbene, ahinoi, devo invece confermarvi che si tratta di eventualità che possono davvero verificarsi! Appena entrati in autostrada il bus ha cominciato a sbandare da una parte all'altra, pur a corsia libera, per motivi che mi sfuggono. I sorpassi apparivano tutti azzardati, e preceduti da un accostamento al mezzo precedente che avrebbe potuto misurarsi nell'ordine dei centimetri, non dei metri. Il rientro nella corsia centrale, infine, era sempre piuttosto brusco ed accompagnato dal lampeggiare dei fari con il quale tutti gli altri mezzi in carreggiata salutavano le nostre temerarie manovre. L'autobus era pieno, ed io ho potuto gustarmi agevolmente lo spettacolo - una volta allacciate saldamente le cinture di sicurezza - dal sedile centrale dell'ultimissima fila (quella nella quale si sedevano i bulli quando si andava in gita alle medie, per capirci), quindi con affaccio non-ostruito sul parabrezza. Certamente siamo arrivati a Bratislava sani & salvi, e mi auguro che gli altri passeggeri diretti a Budapest abbiano potuto godere della stessa benevola sorte: tuttavia non posso non domandarmi come sarebbe stato compiere un viaggio più lungo in queste condizioni.
  • Ciliegina sulla torta: nonostante il ritardo accumulato, gli autisti hanno ben pensato di effettuare una sosta prolungata per una "pausa zigaretten", durante le quale ci hanno lasciato sull'autobus con entrambe le portiere aperte, giusto per assicurarsi che il calduccio del quale avevamo finalmente potuto godere a bordo rimanesse l'unico bel ricordo di questo surreale trasferimento. Ok.
Da Bratislava a Bologna, via Mestre

Al pari del rilassante viaggio da Bratislava a Brno, questo è stato probabilmente il viaggio che mi ha lasciato la migliore impressione, ed il desiderio di ripetere presto l'esperienza. Sempre gestito dalla slovacca Blaguss, il rientro in Italia è avvenuto con un bus nuovo ed accessoriato come da standard Flixbus: a differenza del viaggio di andata, inoltre, gli autisti si sono rivelati non solo molto professionali alla guida ma anche simpatici e ben disposti nei confronti dei passeggeri (slovacchi) che hanno voluto scambiare qualche parola con loro nel corso delle oltre nove ore di viaggio.
 
Da Bratislava a Mestre
Avendo preso posto tra i primi e lato-finestrino-finestrone, in questa occasione ho potuto sperimentare qualche soluzione per rendere la tradotta notturna più confortevole: ho quindi potuto allestire liberamente il mio tavolino personale con cellulare (sotto carica e collegato al WiFi), Game Boy con Super Mario World, auricolari JBL e maxistecca di cioccolato slovacco, potendo anche sperimentare l'utilizzo del cuscino gonfiabile comprato su Amazon per circa una decina di euro. Certamente così configurato mi sono sentito più a mio agio, senza essere di intralcio al mio vicino di posto (un educato ragazzo dai tratti pakistani salito e sceso in Austria) e con una vista sui panorami notturni che in alcune occasioni ha conciliato in minima parte il sonno. 

Non è possibile in ogni caso identificare un'esperienza nella quale tutti possano rispecchiarsi. Ci sono ad esempio persone che riescono a ronfare paciosamente per nove ore di fila e, immagino, arrivano a destinazione forse un poco spettinate ma adeguatamente riposate, proprio come se avessero trascorso una notte in albergo (punto forte dei viaggi notturni, perchè si arriva a destinazione al mattino risparmiando un soggiorno in hotel). Nel mio caso il viaggio è stato perfettamente tollerabile ed a tratti davvero molto piacevole (ho potuto ad esempio conoscere un signore toscano entusiasta di Flixbus ed impiegato presso la centrale nucleare di Mochovce), ma non si può dire che sia arrivato a Mestre alle cinque del mattino adeguatamente riposato. La valutazione, a mio parere, deve quindi concentrarsi sul tipo di impegno che ci attenderà una volta giunti a destinazione: un turista potrà tranquillamente convivere con un po' di sonnolenza, in attesa della prima vera notte in albergo/ostello per riposarsi come si deve. Al contrario, chi deve presentarsi ad un appuntamento di lavoro o compiere un'operazione per la quale siano richieste concentrazione e freschezza mentale, dovrà probabilmente organizzarsi per arrivare con un giorno di anticipo oppure preferire altre forme di trasporto.

Lo straordinario spazio a disposizione sul Flixbus da Mestre a Bologna

Desidero infine dedicare una menzione particolare alla comodità ed agli spazi offerti a bordo della linea 533, da Mestre a Roma (via Bologna). Sul sito di Flixbus ed in rete si trovano alcune foto che raffigurano proprio i sedili eccezionalmente ampi disponibili sul mezzo utilizzato in questa occasione. Basti pensare che persino io, alto un metro ed ottantanove, disponevo di un abbondante spazio tra le ginocchia ed il sedile davanti, circostanza che ha reso il viaggio davvero comodo: per la prima volta, inoltre, ho trovato due prese elettriche disponibili per i due passeggeri, senza quindi la necessità di utilizzare sdoppiatori nel caso entrambi avessero desiderato caricare contemporaneamente i propri device. Infine, ho potuto ascoltare per la prima volta il messaggio istituzionale di benvenuto - in italiano ed inglese - che è stato puntualmente trasmesso dall'autista in occasione di ciascuna ripartenza, per accogliere i nuovi passeggeri. Si tratta non solo di un messaggio chiaro e contenente informazioni utili sui servizi disponibili a bordo, che non tutti potrebbero conoscere o avere già sperimentato, ma anche di un modo per tendere ad una Flixbus experience che sia il più possibile uniforme nei suoi vari aspetti (dotazioni e spazi del bus, procedure per il check-in, stile di guida, organizzazione e successione dei vari checkpoint che caratterizzano un viaggio), comunicandola in modo netto ai passeggeri ed esplicitando una sorta di promessa di servizio nei loro confronti.

Considerazioni finali

Al termine di questa prima esperienza internazionale con Flixbus, che mi ha permesso di compiere oltre 1800 km su sei diversi mezzi, il mio giudizio su questa ulteriore possibilità di viaggio non può che essere positivo perchè - con la possibile esclusione del percorso da Brno a Bratislava - tutte le ragionevoli attese hanno trovato un riscontro puntuale nella realtà dei fatti. Come scritto più sopra, le maglie della Rete progettata dalla start-up (per la verità ormai gigante monopolista, in alcuni mercati) non sono ancora sufficientemente strette da garantire un'esperienza sempre uniforme, ma è possibile informarsi e cercare di prevenire, nei limiti, eventuali difformità di servizio e contrattempi. Per quanto mi riguarda, l'opportunità di girare l'Europa divertendomi, scoprendo posti nuovi durante lo spostamento e senza l'ansia di dover prendere l'aereo costituisce una vera e propria rivoluzione: in un momento in cui, per vicissitudini lavorative, posso permettervi di trascorrere qualche ora in più in viaggio, affrontare lunghe trasferte senza ansie e senza patemi cambia radicalmente la mia prospettiva su ciò che è possibile fare nel tempo libero, senza che un contrattempo possa diventare fonte di grande preoccupazione. 


Si tratta di considerazioni che tengono conto delle mie preferenze (nessun problema a stare seduto per diverse ore su un bel bus, almeno finchè mi offrono una presa elettrica, collegamento WiFi e bagno per le emergenze) e delle ansie con le quali in un modo o nell'altro convivo (aereo, altezze ed annessi & connessi propri dell'esperienza aeroportuale). Per altri le considerazioni saranno necessariamente diverse: qualcuno scoprirà nella rete europea di Flixbus dei collegamenti che prima non esistevano; qualcun altro troverà alternative economicamente convenienti; ci sarà chi sarà attratto dalla possibilità ecologica di compensare, pagando un sovrapprezzo irrisorio, le emissioni di CO2 prodotte con il proprio viaggio; qualcun altro, infine, apprezzerà semplicemente la novità, l'idea alla base del servizio, il buon funzionamento della app per l'acquisto dei biglietti o l'occasione di conoscere persone nuove nel corso di lunghi viaggi attraverso le bellezze d'Italia e d'Europa. Dal canto mio, sono ragionevolmente certo che altre esperienze mi attenderanno a bordo degli autobus verdi, e se vorrete seguirmi non mancherò di darne conto su queste pagine!

sabato 31 marzo 2018

La grafica del Televideo

Oggi una cara amica mi ha ricordato l'ostinata e persistente esistenza del Televideo, un servizio informativo che per tanti di noi (diciamo dai quarant'anni in su) ha rappresentato una sorta di pre-Internet per accedere - dai canali Rai e non solo - a notizie dell'ultim'ora, oroscopi, aggiornamenti meteo, risultati sportivi ed estrazioni del lotto.

Il primo teletext in Italia è quello della Rai e si chiama Televideo. Nato nei primi mesi del 1984, è il medesimo su tutti i canali, ma quello di Rai 3 è diverso per ogni regione. Per quanto riguarda le televisioni private vi è il servizio Mediavideo, nato verso la fine del 1997 e trasmesso su tutti i canali Mediaset. A partire dal giugno 2002 anche LA7 ed MTV hanno disposto di due teletext, uno è LA7 Video e l'altro MTV Video. In Svizzera il teletext in lingua italiana più consultato è Swiss TXT Teletext Suisse AG; nato nel 1986, è disponibile sui canali LA1 e LA2. Dal 1988 vi è il servizio di sottotitolazione in diretta per non udenti (fonte Wikipedia)

Ho potuto così verificare che il servizio è tuttora accessibile sia dalla TV che sul web, all'indirizzo www.servizitelevideo.rai.it Sarebbe interessante conoscere quanto il servizio venga ancora utilizzato e quali risorse la TV di Stato continui a garantirgli, quello però che più mi ha colpito - "navigando" tra le pagine con mouse e tastiera - è stata la creatività nello sviluppo degli elementi grafici che troverete a corredo delle news. 

Nel teletext le cosiddette pagine, unità informative pari allo schermo televisivo e composte da 24 righe, 40 colonne e 16 colori, vengono trasmesse in sequenza e a ciclo continuo. Le pagine sono identificate da un numero decimale a 3 cifre; quando l'utente seleziona il numero di pagina, predispone l'apparecchio televisivo alla memorizzazione e visualizzazione della pagina scelta, e non appena questa è trasmessa, viene visualizzata sullo schermo (fonte Wikipedia)

Vediamo allora come se la sono cavata i grafici della Rai alle prese con una angusta risoluzione di 40x24 per presentare alcune delle schermate dedicate agli sport minori!

Football americano

Pallamano

Hockey su ghiaccio

Tennis tavolo

Bocce

Pallanuoto

La mia idea per l'Aeroporto di Forlì | FRL, l'Aeroporto per il resto di noi


Mi capita sporadicamente di volare (ad oggi 22 voli in 44 anni, per l'esattezza), ma come più di un italiano su due (dati Alitalia) non lo faccio del tutto volentieri, perché, seppur affascinato dalle tecnologie e dalle viste mozzafiato connesse alle altitudini, questa esperienza mi genera una crescente quantità di ansia. 

Ricordando come il famoso autore e consulente di marketing Simon Sinek raccomandi di partire dal perché al momento di creare un prodotto o un servizio, ragionando anzitutto sulle motivazioni che dovrebbero spingere il cliente ad acquistarlo/utilizzarlo (Start with Why, 2009), penso che il progetto dell'aeroporto di Forlì potrebbe trovare un suo Oceano Blu, ovvero un mercato nuovo e senza competitor, diventando il primo aeroporto al mondo con percorsi di sostegno informativi e sensoriali - dal momento del parcheggio dell'auto all'ingresso al gate - studiati congiuntamente da psicologi, tecnici aeronautici ed esperti di comunicazione per affrontare l'intera esperienza del volo con maggiore consapevolezza e serenità

La creazione di qualcosa di autenticamente nuovo ed originale come un aeroporto che sostiene chi ha paura di volare garantirebbe immediate e positive ricadute:
  • assicurerebbe al progetto un'imponente copertura mediatica, anche a livello internazionale, a costo zero. Si tratterebbe inoltre di una buona comunicazione, perchè mirata a far conoscere in modo trasparente un servizio realmente nuovo e centrato sulle esigenze concrete di un numero statisticamente rilevante di persone
  • creerebbe occupazione, mediante il coinvolgimento di personale specificatamente formato
  • porterebbe all'identificazione ed alla definizione progettuale di un modello unico al mondo, di un know-how esportabile e commercializzabile
  • renderebbe ogni volo differente, anche a parità di destinazione con altri aeroporti, perchè compiere la stessa tratta scegliendo di partire dal Ridolfi di Forlì assicurerebbe una esperienza più piacevole, autentica e rilassante
  • realizzerebbe esperienze indimenticabili, dal forte impatto umano, che i viaggiatori vorranno consigliare, condividere sui social media e ripetere 
  • susciterebbe l'attenzione delle compagnie aeree, senza dubbio desiderose di raggiungere un più ampio bacino di utenza, con la possibilità di coinvolgerle negli investimenti ed approntare una continuità virtuosa tra l'esperienza a terra e quella in volo
  • farebbe di una infrastruttura a misura d'uomo un fattore di forza e straordinaria differenziazione, accogliendo i frequent flyer con servizi efficienti ed incoraggiando a volare chi fino ad oggi ha avuto difficoltà a farlo perchè privo di un adeguato supporto on site nella fase precedente l'imbarco

Un ulteriore vantaggio di questo progetto sarebbe quello di attribuire all'aeroporto internazionale Ridolfi di Forlì una identità non solo immediatamente riconoscibile, ma anche coerente con i valori romagnoli dell'ospitalità, dell'empatia, dell'ottimismo, di uno spirito di servizio nei confronti del cliente che dalle nostre parti si realizza con una attenzione vera alle sue esigenze. Un aeroporto della Romagna con l'anima, quindi, accogliente premuroso e vicino al cliente in ogni momento della sua esperienza a terra. Una simile identificazione con i valori romagnoli potrebbe poi trovare un ulteriore sviluppo facendo della struttura una vetrina dedicata esclusivamente ai prodotti di Romagna ed alla promozione gioiosa delle eccellenze del territorio, comunicate con modalità coerenti (nei toni, nei colori, nelle modalità, nei suoni, nelle esperienze offerte al visitatore) con la visione progettuale.


Da comunicatore entusiasta ed orgoglioso della mia terra, vorrei che l'aeroporto di Forlì potesse finalmente trovare una chiara connotazione e, con essa, una sua collocazione ben precisa in quanto a posizionamento del prodotto offerto. Ritengo che questo progetto, qui necessariamente tratteggiato nei suoi aspetti essenziali, potrebbe rivelarsi inclusivo (per le diverse professionalità coinvolte nella sua realizzazione), innovativo (anche nel panorama internazionale) e motivante (perchè ciascuna professionalità saprebbe di tendere ad una finalità chiara e condivisa).

Senza trascurare gli importanti aspetti burocratici, logistici ed economici alla base di un qualsiasi business plan, ritengo che creare un Aeroporto per il Resto di noi (comunicato all'estero come Forlì Airport - The Airport for the rest of Us) potrebbe costituire un'esperienza esaltante e definire uno standard operativo che renderebbe la Romagna ancora più orgogliosa, unica, desiderabile.